Le due piattaforme nelle ultime settimane, così come anche Twitter o TikTok, sono state spesso mira di censura e blocchi da parte del governo russo.
L’obiettivo della Russia è quello di poter controllare quanto più possibile le informazioni che arrivano ai suoi cittadini relativamente alla guerra, iniziata ventisei giorni fa, in Ucraina.
Limitare l’uso dei social network comporta quindi un’ulteriore limitazione della libertà dei cittadini: secondo i giudici, l’azienda Meta è ritenuta responsabile di “tollerare l’odio contro i russi”.
La sentenza però non prevede che, in caso di uso, vi siano sanzioni.

