Le truppe russe sono entrate a Mariupol. Tra queste anche separatisti del Donbass. Più di 7.000 persone sono fuggite da Mariupol nelle ultime 24 ore, ha detto Zelensky, mentre in centomila sarebbero intrappolate nella città in rovina.
La città di Mariupol — per usare le parole del vicesindaco — è ormai ridotta a “una seconda Hiroshima”.
In mezzo a questa devastazione, vengono segnalati episodi deprecabili come quello denunciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: le forze russe avrebbero sequestrato un convoglio umanitario di 11 autobus vuoti diretto nel centro portuale nel sud del Paese per trarre in salvo gli ucraini in fuga dalla città, facendo “prigionieri” gli autisti dei mezzi e diversi operatori dei servizi di emergenza. Secondo il presidente ucraino, Kiev sta “facendo di tutto per liberare la nostra gente”.
Dipendenti del servizio di emergenza statale e autisti di autobus sono stati fatti prigionieri dalle forze russe: “Stiamo facendo di tutto per liberare la nostra gente e sbloccare il movimento di carichi umanitari”. “Nonostante tutte le difficoltà, abbiamo salvato 7.026 persone da Mariupol. Domani continueremo questo importante lavoro”, ha aggiunto Zelensky.

