Entro il 2040 probabilmente ci saranno circa 50 kg di plastica per ogni metro di costa in tutto il mondo. È quanto emerge da un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) che parla di circa 7 miliardi di tonnellate di plastica accumulata tra il 1950 e il 2017, due quarti dei quali scaricati o abbandonati nell’ambiente, anche in mare. Tutti vorremmo aiutare a risolvere la situazione, che sembra prospettare un futuro in cui la distruzione degli ecosistemi naturali e il cambiamento climatico ci daranno “filo da torcere”, e c’è chi, a suo modo, prova a fare qualcosa.
Thaaragai Aarathana è una bambina indiana che a soli 8 anni si immerge nel fondo degli oceani per liberarli dalla plastica. Suo padre Aravind Tharunsri, subacqueo e istruttore, le ha insegnato ad immergersi ed insieme i due portano avanti campagne di sensibilizzazione per informare e mettere in atto iniziative di contrasto all’inquinamento marino. Thaaragai e Aravind hanno anche realizzato un breve documentario, poi presentato in varie scuole per diffondere consapevolezza e partecipazione.

