Entro il 2070 una nuova isola troverà il suo posto sulle mappe geografiche dell’Europa: è l’isola di Lynetteholm, un’isola artificiale che sorgerà in Danimarca per proteggere il porto di Copenaghen dall’innalzamento del livello del mare. L’isola potrà ospitare più di 35mila persone e sarà collegata alla terraferma tramite una tangenziale, un tunnel e una linea metropolitana.
Costruire isole artificiali risponde oggi ad esigenze turistiche ed imprenditoriali, come avere nuovi insediamenti oltre i confini urbani, e alla volontà degli Stati di espandersi sul mare e sulle acque circostanti. Un esempio è Little Island a New York, inaugurata nel 2021, un parco insulare artificiale galleggiante nel fiume Hudson a ovest di Manhattan, ma anche dell’Ocean Flowe Island, l’arcipelago artificiale della Cina Meridionale che copre 381 ettari di superficie.
Nascono isole artificiali anche in Azerbaijan, dove si lavora al progetto Khazar Islands, un arcipelago nel Mar Caspio che coprirà duemila ettari con al suo interno più di 40 isole collegate tra loro da ponti e passerelle.
La più grande isola artificiale esistente è quella di Flevopolder, in Olanda, la seconda più grande è l’isola di René-Levasseur, in Canada.
In Italia, ad oggi, si contano oltre dieci isole artificiali, quasi tutte concentrate nella laguna veneta.

