È sera, le luci si spengono e le voci che fino a quel momento avevano risuonato in casa si affievoliscono: è arrivato il momento di andare a dormire e di farsi cullare dai sogni che la notte porta con sé. Ma questa è la notte più magica dell’anno in cui l’attesa, la curiosità, e la felicità per l’arrivo del Natale si mescolano nell’animo a tal punto da sperare che il tempo fugga senza curarsi dei secondi, dei minuti e delle ore che ci separano dal mattino.
Nel buio della mia stanza avverto l’eccitazione del mio cuore che mi impedisce di chiudere gli occhi. Mi chiedo come mia sorella, la mia compagna di stanza, sia riuscita ad addormentarsi. Eppure, anch’io dovrei cercare di dormire altrimenti Babbo Natale non passerà! Ripenso a tutti i preparativi che si sono susseguiti fino a questo momento: la scelta degli addobbi dell’albero di Natale con le sue ipnotiche luci a intermittenza; la cura dei dettagli per realizzare un presepe verosimile in cui ogni elemento, la Sacra Famiglia, i re Magi in movimento, i pastori, il muschio, il laghetto di carta stagnola, il cielo stellato, è stato condiviso in famiglia, diventando il riflesso del nostro legame e affetto. Percepisco ancora gli odori e i profumi invitanti che durante la giornata si sono sprigionati dai piatti preparati da mia madre e mia nonna per il pranzo natalizio, mentre osservavo le loro agili mani che scivolavano sul matterello, pronta a cogliere gli avanzi della pasta fresca per creare stelle e decorazioni da esibire con orgoglio.
Immagini e pensieri a poco a poco svaniscono e scivolo in un sonno silenzioso all’aroma di cannella.
Buon Natale! – esclama mia sorella balzando sul mio letto.
Corriamo incontro alla felicità.

