Era la vigilia di Natale. La nonna si era recata nel bosco per prendere un alberello da addobbare per i suoi tre nipotini che erano stati affidati a lei dai genitori lontani. Lu aveva voluto accompagnarla perché le piaceva camminare tra gli alberi dove spesso le capitava di incontrare qualche scoiattolo. Quel giorno, mentre si divertiva a raccogliere le foglie secche dai bellissimi colori, si accorse che due occhietti la stavano fissando. Era Ciop, lo scoiattolo che viveva nel buco della grande quercia. Aveva lasciato la sua calda casetta per andare alla ricerca di qualche ghianda: voleva rimpinguare la sua scorta per l’inverno visto che si era assottigliata di parecchio, ma si era allontanato molto dalla sua abitazione ed ora non riusciva più a trovare la strada del ritorno.
Lu si offrì di accompagnarlo ma neanche lei conosceva il punto in cui si trovava la quercia con la sua dimora. Insieme cominciarono a vagare nel bosco che sembrò ad entrambi sempre più immenso, sempre più fitto…
All’improvviso Ciop sentì sulla punta del naso qualcosa di freddo e bagnato e si voltò verso Lu per capire se anche lei avesse avvertito quella strana cosa umida. Alzarono contemporaneamente gli occhi al cielo e videro mille e mille stelline bianche che cadevano dalla volta celeste. Felici batterono le mani perché la neve che cadeva danzando su di loro, donava uno spettacolo bellissimo e riempiva i cuori di gioia. In breve il terreno brullo divenne candido e gli alberi si coprirono di preziosi ricami. Tutto era meraviglioso, tutto era bello come un sogno, ma la preoccupazione era grande perché non trovavano la casetta di Ciop.
Quasi senza rendersene conto sopraggiunse anche la notte mentre nel cielo splendeva la luna argentata che, come un prezioso gioiello, si era posata sulla cima di un grande albero e che, neanche a farlo apposta, era la quercia dove viveva lo scoiattolo.
Tutti gli animaletti del bosco si erano riuniti ai suoi piedi che, con la neve che danzava intorno e la luna sulla sua punta come una grande stella, sembrò ai loro occhi l’albero più bello che avessero mai visto.
La notte era magica perché qualcosa di bello era accaduto: era nato Gesù Bambino e tutti furono avvolti da una grande luce.
” Lu, Lu… smettila di sognare ad occhi aperti. Si fa sera e dobbiamo tornare a casa se non vogliamo essere sorpresi dal buio della notte” – l’apostrofò la voce dolce della nonna.
Peccato! Era solo un sogno, ma la magia del Natale era qualcosa di vero e reale e la nonna lo avrebbe reso ancora più bello col piccolo albero adorno di caramelle, cioccolatini, mandarini e… tanto amore.

