A pochi giorni dalla vigilia di Natale, comincia il toto-menù per il cenone della vigilia. Immancabili le pietanze a base di pesce, ma in versione tech. Sta infatti aumentando sempre di più l’interesse per le alternative culinarie a base di pesce derivato da biotecnologie, soprattutto allo scopo di promuovere la sostenibilità della produzione ittica. Niente più pesci catturati, ma polipi, gamberetti e ricciole di laboratorio, lo suggerisce la rivista NATURE, che in suo articolo riporta le esperienze di alcune società che già producono e propongono prodotti ittici coltivati. Questi prodotti a base di cellule, derivate da pesce e crostacei comunemente consumati, come salmone, tonno, gamberetti e granchi, non discendono direttamente da esseri viventi, per cui non prevedono l’abbattimento di animali. La carne viene prodotta in laboratorio partendo da un campione di cellule prelevato da pesci o crostacei donatori, che vengono poi coltivate in un bioreattore. Il mix risultante contiene muscoli e cellule adipose e, secondo le società produttrici, ha un sapore simile alla controparte naturale, anche se è privo di spine, squame, bulbi oculari e tutti i vari fastidiosi scarti che caratterizzano i prodotti ittici acquistati in pescheria.
Ad oggi circa la metà dei frutti di mare consumati a livello mondiale deriva da acquacoltura, ed in diverse specie di pesci catturati in natura si registrano concentrazioni preoccupanti di mercurio, microplastiche e inquinanti da contaminazione ambientale. L’impatto dei cambiamenti climatici ha inoltre influenzato la disponibilità degli stock al punto che la raccolta di frutti di mare in natura non può essere aumentata in modo sostenibile. La strategia di coltivazione in laboratorio di alimenti di origine animale è già stata applicata e commercializzata per altre carni, come il manzo, il pollo ed il maiale.
Alcuni consumatori tuttavia non sembrano molto contenti di questa soluzione, ma secondo diversi scienziati una maggiore consapevolezza sulla macellazione potrebbe contribuire al superamento di potenziali preconcetti a riguardo.

