Era il 1951. Nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo, il pubblico si trova ad assistere, durante la cena, all’esibizione dei cantanti della prima edizione del festival, vince Nilla Pizzi con la canzone Grazie dei fiori.
Due anni dopo spariscono i tavolini della sala e gli ospiti iniziano a partecipare alla gara solo se muniti di invito.
Ancora due anni e il festival sbarca sullo schermo televisivo attraverso un collegamento Rai con il Casinò Municipale di Sanremo alle 22:45, in seconda serata.
Da allora la canzone italiana sanremese diviene un sistema efficace per diffondere i valori: l’amore, la famiglia, gli antichi valori religiosi e morali…
Ma nel 1958, il Festival cambia e arriva il sogno… Con la vittoria, “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno e l’arrivo di Celentano e Mina, si dà il via alla modernità e al nuovo che arriva dall’America.
Gli anni ‘60 sono quindi dominati da una generazione che vuole nuove regole e nuovi valori e che mette in discussione la società tradizionale.
Nel 1977 il festival viene spostato nel teatro Ariston e il palco viene aperto alla musica internazionale e agli ospiti stranieri.
Negli anni ’80 l’anima del Festival si lega profondamente alla figura di Pippo Baudo è la kermesse canora si trasforma sempre di più in uno spettacolo serale con interventi di comici e di altri protagonisti.
Nel 1999, viene istituito il premio alla carriera città di Sanremo che viene assegnato sia ai musicisti che ai personaggi dello spettacolo.
Oggi il Festival di Sanremo, in continua evoluzione, da qualche anno è legato ad Amadeus, e sembra essere al passo coi tempi. Qui i giovani vi trovano lo spazio giusto per farsi conoscere. Dura tutto l’anno e nel mese di febbraio ha il suo momento culminate!

