Si tratta di un nuovo progetto in difesa dell’ambiente, un affascinante, quanto importantissimo, percorso culturale avente come tema i ghiacciai, che vuole far riflettere e agire sulla crisi climatica che stiamo attraversando.
Nell’intero territorio del più antico Parco nazionale italiano, ricadono una novantina di corpi glaciali, la cui forma può cambiare in base alla diversità geologica (Scienza che studia la costituzione, la struttura e l’evoluzione della crosta terrestre;) e morfologica (Studio delle forme organizzate in sistema così nel campo biologico come in quello geografico, sociale e linguistico.) dei versanti che li ospitano.
Ciò che li accomuna è che sono tutti estremamente sensibili al riscaldamento atmosferico.
Basti pensare che in meno di due secoli hanno perso circa il 65% della loro superficie.
Un itinerario coinvolgente, che porta alla scoperta delle iscrizioni storiche incise negli ultimi 150 anni ai bordi dei ghiacciai del Gran Paradiso, ritrovate e valorizzate e finalmente accessibili ai visitatori.
Nel 2021 la Carovana dei Ghiacciai di Legambiente ha osservato il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d’Aosta: Tribolazione, Grand Croux e Money.
Il primo ha registrato nel 2018 il collasso di una grotta glaciale che ha determinato un arretramento dello stesso di ben 110 metri.
Agire per contrastare questi fenomeni è un imperativo che non possiamo ignorare.

