Nobel per la pace 2021
“Per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura”
Il Nobel per la pace 2021 a Maria Ressa e Dmitry Muratov per la tutela della libertà d’espressione.
È la 102esima volta che il premio viene assegnato.
Premio Nobel per la Pace è andato a Maria Ressa e Dmitry Muratov, entrambi impegnati nella tutela della libertà di espressione. La prima, co-fondatrice di Rappler, sito di giornalismo investigativo, “usa la libertà di espressione per esporre l’abuso di potere, l’uso della violenza e il crescente autoritarismo” nelle Filippine. Muratov, direttore di Novaya Gazeta, si è rifiutato di abbandonare la politica seguita dal periodico russo, difendendo l’indipendenza e i diritti dei giornalisti.
Fra i precedenti vincitori figurano Nelson Mandela, Martin Luther King, il dissidente polacco Lech Walesa, Theodore Roosevelt, Thomas Woodrow Wilson, Barack Obama, presidenti degli Stati Uniti.
L’ultimo premio Nobel per la pace assegnato a un giornalista risale al 2016. A vincerlo è stato Juan Manuel Santos Calderón, Presidente della Colombia dal 7 agosto 2010 al 7 agosto 2018. Tra i precedenti Nobel per la pace assegnati ai giornalisti, figura anche l’italiano Ernesto Teodoro Moneta, nel 1907.
Muratov è il terzo russo a ricevere il Nobel per la pace dopo Andrey Sakharov e Mikhail Gorbaciov. Nel 1993 è stato tra i fondatori di Novaja Gazeta, “il cui giornalismo basato sui fatti e l’integrità professionale ne hanno fatto una fonte importante di informazione su aspetti censurabili della società russa, raramente menzionati su altri media. Da quando è stato aperto, sei dei suoi giornalisti sono stati uccisi”, ha ricordato la Commissione. Anche Ressa si è dimostrata una “paladina senza paura della libertà di espressione” alla guida di Rappler, il sito di giornalismo investigativo che ha puntato “l’attenzione sulla controversa e mortale campagna antidroga del regime di Duterte”.

