Nel paese dei mille formaggi (che è come io chiamo la Francia) una grande rivoluzione avvenuta più di duecento anni fa decretava che le persone avevano uguali diritti di fronte alla legge.
Eppure, ancora oggi risulta difficile comprendere come persone che hanno diverso colore degli occhi, taglio di capelli, gusti musicali o accento possano essere uguali tra loro. Ciascun individuo è diverso da un altro, è evidente, altrimenti saremmo usciti da una fabbrica di automobili, tuttavia c’è qualcosa che accomuna chiunque: il fatto di appartenere all’umanità.
Questa umanità ha creato società, economie e religioni e si è data anche delle regole perché le persone vivessero insieme. Ma non sempre quelle regole valevano (o valgono) per tutti.
In passato si era considerati diversi (e per questo disprezzati) se si parlava un’altra lingua o si aveva un differente colore della pelle o semplicemente se si era una donna. Poteva capitare di essere scacciati o, peggio, di diventare schiavi o non poter decidere della propria vita.
Oggi, grazie a quella rivoluzione, nessuno può essere trattato male per le proprie origini o i propri gusti. E se notiamo in un’altra persona qualche differenza che non capiamo, proviamo a parlarle per conoscerla meglio.
Nel migliore dei casi può nascere una bella amicizia.
Nel peggiore, avremo comunque imparato qualcosa sugli altri e su di noi.
[Copertina di Ivo Guderzo – ErrareUmano.org]

