Racconta come il supercampione di basket LeBron James e suo figlio Dom , appassionato di videogiochi tanto da volerne diventare uno sviluppatore, si ritrovano in una realtà parallela.
Dopo che suo figlio viene rapito da Al-G Rhythm (Don Cheadle), una perfida Intelligenza Artificiale, LeBron finisce intrappolato all’interno di un mondo virtuale. Per riuscire a liberarsi, tornare a casa – in forma umana e non in pixel – e soprattutto per liberare Dom,
LeBron dovrà mettere su insieme ai Looney Tunes una squadra di basket che sfiderà i campioni messi in campo da Al-G. Solo la vittoria potrà permettere al cestista di tornare alla vita reale, ma non sarà così semplice, perché l’Intelligenza Artificiale schiererà in campo un team di giocatori digitalizzati, non solo molto più alti dei Looney Tunes, ma ognuno con delle abilità sorprendenti.
La sconfitta, però, si ripercuoterebbe anche sugli animali parlanti della Tunes Squad, che verrebbero, in caso di perdita, completamente cancellati.
Riuscirà il playmaker a mettere in riga gli indisciplinati Bugs Bunny, Daffy Duck, Porky Pig, Lola Bunny e tutti gli atri membri della banda di Looney Tunes, così da vincere il match?
La nostalgia è una stoppata a canestro. Proprio quando stai per goderti la tua partita, ti ferma, ti blocca e ti fa guardare indietro. Impossibile non rievocare il potere dei ricordi nella nostra recensione di Space Jam New Legends, via di mezzo tra sequel e reboot di un piccolo grande cult che nel 1996 fece impazzire milioni di persone E soprattutto erano anni gloriosi per i Looney Tunes, con Bugs Bunny e soci ancora sulla cresta dell’onda. Tutte cose che non ci sono più. Quello che rimane è il mito di un film rimasto impresso nel cuore dei fan, legato a un’epoca spensierata svanita nel nulla.

