Il Parco dell’Aspromonte sta attraversando una fase molto delicata della sua esistenza. Gli incendi di questa stagione sono stati forse i più devastanti della sua storia recente ed oggi tutti parlano del Parco. Molti che non hanno mai saputo nulla dell’Aspromonte e dell’Ente Parco, ora cercano di dirci cosa è meglio per tutti.Una storia fatta di incontri e scontri e mai totalmente positiva, ma sempre cercando il dialogo, almeno fino ad ora.
La ricchezza delle tradizioni
Non solo la natura, ma anche le attività dell’uomo contribuiscono a rendere unico l’Aspromonte. In particolare, l’artigianato è fiorente in molte sue espressioni e tramanda ai nostri giorni tecniche e sapienze antiche.
Con il legno vengono realizzati oggetti d’uso agricolo e pastorale (stampi per formaggi, collari, cucchiai, ecc.), inoltre strumenti musicali come tamburelli e zampogne. Discorso a parte meritano le pipe, che sono ricavate dalla radice dell’erica arborea calabrese, considerata per lo scopo il legno più pregiato in assoluto. Alcuni fornelli vengono venduti a fabbriche italiane ed estere, per lo più inglesi, che ne ricavano pipe da esportare in tutto il mondo con vari marchi.
Nei paesi dell’area grecanica e specialmente a Samo, nei quali si parla un caratteristico dialetto simile al greco antico, l’attività della tessitura dà vita a variopinte stoffe di stile bizantino, le pezzare, e a resistentissime coperte di ginestra. A Gerace è invece diffusa la produzione di pizzi e merletti, realizzati all’uncinetto e al tombolo.
Sempre Gerace è un importante centro per la ceramica. Molto ricercati dai turisti sono gli oggetti che qui si realizzano: anfore romane e greche, annaffiatoi, fischietti, pigne per giardini, eccetera.
Anche la religiosità e il folclore fanno parte dei richiami che varcano nettamente i confini della Calabria. L’Aspromonte è sede di molti monasteri e santuari fra cui quello di Polsi, che è in assoluto il più frequentato: migliaia e migliaia di pellegrini vi si recano annualmente per pregare la Madonna della Montagna. E, dopo la visita, spesso non manca la festa a base di pranzi abbondanti e danze popolari.

