Ricorre oggi, 19 Luglio, il 29esimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, strage di stampo mafioso in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava uno dei veicoli della scorta e risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni. 57 giorni prima, in un caldo sabato di maggio, un altro atroce eccidio: un’esplosione sull’autostrada, all’uscita per Capaci, uccide Giovanni Falcone, altro magistrato simbolo della lotta antimafia. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, così come in una intervista televisiva rilasciata a Lamberto Sposini, Borsellino aveva parlato della sua condizione di “condannato a morte”. Sapeva di essere nel mirino di “Cosa Nostra” e sapeva che difficilmente la mafia si lasciava scappare le sue vittime designate.
Numerose le iniziative per ricordare e riflettere su una vicenda che chiede ancora giustizia e che ha sete di verità. ‘Dove eravamo’, è il titolo del documentario di Tv2000 realizzato per l’occasione, un racconto emozionante di quella drammatica domenica, attraverso le testimonianze di chi accorse subito sul luogo dell’attentato, mentre a Palermo, come ogni anno, via D’Amelio si colorerà delle voci dei ragazzi di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato, che tuttavia non potrà essere presente agli eventi commemorativi.

