La nascita del jazz è una pagina molto affascinante della musica, ma risale ad uno degli episodi più vergognosi della storia dell’uomo. Le origini di questo genere, infatti, sono legate agli africani che vennero deportati in America. In particolare, nei primi anni del 1900 nel sud degli Stati Uniti crebbe una vasta popolazione di colore che viveva in condizione di schiavitù. Questi uomini venivano sfruttati con lavori massacranti e umilianti. Così improvvisavano dei canti malinconici per sopportare le fatiche nelle piantagioni del Sud degli Stati Uniti. Queste primissime forme di jazz si fusero ad altri canti religiosi e ad altri stili, come il ragtime, una musica molto vivace guidata dal pianoforte. Si formarono poi le prime piccole orchestre, soprattutto a New Orleans, la capitale dello stato della Louisiana.
Nei decenni successivi il jazz subì poi una forte evoluzione. Spesso i musicisti preferivano suonare strumenti a fiato come la tromba o il sassofono e amavano improvvisare, creando “al momento” nuove melodie. Tra i più grandi trombettisti ricordiamo Louis Armstrong e Miles Davis. Ci furono comunque anche grandi pianisti come Duke Ellington e Bill Evans e cantanti dotate di una voce bellissima come Ella Fitzgerald e Billie Holiday.

