Ha trascorso 27 giorni, 15 ore e 12 minuti nello spazio ed è stato il primo astronauta europeo a mettere piede sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale). Umberto Guidoni, per due volte a bordo dello Space Shuttle della NASA, sa bene cosa significhi fluttuare tra le stelle e vedere la Terra da lontano, e sui voli turistici spaziale di Jeff Bezos afferma: “Un’esperienza che cambia la vita, ma non aspettatevi un albergo di lusso.” Dallo Space X di Elon Musk alla Virgin Galactic del magnate Richard Brandson, i ricchi sono sempre più interessati all’esplorazione umana dell’universo e non ne fanno mistero. Infatti viaggiare nello spazio senza essere un astronauta è il sogno di molti ed è anche quello di Jeff Bezos, che il 20 luglio decollerà per il primo volo turistico spaziale. La navetta volerà per 11 minuti e porterà 6 persone a 100 chilometri dalla superficie terrestre. Il costo per un sedile a bordo del New Shepard di Jeff Bezos si aggira intorno ai 2,8 milioni di dollari. Costi esorbitanti che rischiano di rendere i viaggi nello spazio un fatto “privato”. Esiste tuttavia un accordo, stabilito agli inizi degli anni ’60, che assicura che tutto quello che si fa nello spazio non possa essere privatizzato e che nessun corpo celeste possa essere dichiarato di proprietà. Ricordiamo che la storia del trasporto aereo è iniziata proprio così. Negli anni ’20-’30, prendere l’aereo era qualcosa di molto costoso, non di certo alla portata di tutti, potevano permetterselo solo i ricchi, gli attori. Oggi c’è Ryanair e sono passati poco più di cinquant’anni. Alla fine di questo secolo non dico che fare un viaggio spaziale sarà facile come prendere un volo Ryanair, ma sarà qualcosa alla portata di molte più persone.

