C’è il sale rosa dell’Himalaya, ricco di elementi salutari per l’organismo, il sale blu di Persia, il sale rosso delle Hawaii, ricco di ferro, o il sale nero indiano. In Europa, e più precisamente in Francia, si produce invece il sale della Bretagna, di colore grigio, povero di sodio, tanto da essere consigliato in diete particolari. Sempre in Francia, troviamo il raro e pregiato Fleur de Sal o sale della Camargue, soprannominato anche il “caviale del sale” per il suo aroma particolarmente ricercato. Esistono poi forme particolari dei sali come quello dell’Essex, in Inghilterra, che si presenta in fiocchi, oppure il sale balinese, proveniente dall’isola indonesiana di Bali, che ha l’inusuale forma a piramide. Ce n’è uno quasi impensabile, stiamo parlando del sal de gusano. Il gusano in Messico è il verme, che in questo paese si unisce triturato col sale per guarnire i bicchieri del cocktail Margarita a base di mezcal, un distillato tipico di questo Paese. Ha un sapore speziato e piccante ed è creato… partendo da una larva.
Ci sono poi sali modificati, come il sale iodato, un comune sale da cucina al quale vengono aggiunti sali di iodio per renderlo benefico a certi problemi di salute come la tiroide, il sale nero, arricchito con carbone vegetale ottenuto bruciando cortecce di legno dolce così che venga trasferito l’aroma anche nel sapore. C’è poi il sale grigio della Danimarca, che utilizza un sistema di affumicatura tramite diversi tipi di legno, il sale verde Hawaiano, insaporito da succo di bambù che lo rende leggermente dolce ed il Gomasio, una miscela di sale marino e sesamo tostato e pestato tipico della tradizione giapponese.

