Di Gesù i bambini conoscono cosa ha fatto o ha detto da adulto, non sanno nulla della sua infanzia. È una curiosità che ha accompagnato da sempre i suoi seguaci, che hanno costruito racconti dai quali si capisce come veniva immaginato il suo carattere mentre cresceva.
Appena nato egli è già minacciato di morte. Infatti Erode, quando comprende di essere stato ingannato, ordinò di uccidere i bambini sotto i due anni nati a Betlemme. Gesù si salvò dal massacro perché Giuseppe, informato del terribile ordine, fuggì in Egitto, da dove ritornò dopo che sul trono di Giudea salì il figlio del tiranno, Erode Antipa.
Giuseppe aveva provveduto alla circoncisione prevista dalla legge per i figli maschi e, per l’aggravarsi delle minacce, era partito per l’Egitto, dove rimase per quasi due anni grazie alla generosità dei vicini e ai saltuari lavori che gli venivano commissionati. Gesù imparò a mangiare da solo, a camminare, a parlare, come tutti i bambini. Ma circolavano storie che lo descrivevano diverso dagli altri. Si diceva che il suo sguardo intenso riusciva ad intimorire gli adulti e si narravano anche alcuni episodi per dimostrare che egli fosse consapevole della forza che aveva dentro di sé.
Ritornati a Nazareth, Gesù imparò cose nuove e, secondo questi racconti, egli sentiva di avere qualcosa di speciale, causa di gelosie e contrasti con i coetanei. Alla madre e a Giuseppe arrivavano voci poco lusinghiere sul suo conto come quando era caduto morto un bambino dispettoso, che aveva distrutto il reticolo di canali di fango costruiti da Gesù dopo la pioggia. Giuseppe lo rimproverò, ma egli assicurò, non creduto, che il bambino dormiva.
Il racconto si legge nei libri «apocrifi» della vita di Gesù, storie che non trovano conferma nei quattro Vangeli ufficiali, considerati «autentici». Solo Luca a proposito dell’infanzia scrive che, dopo il ritorno dall’Egitto, «il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era con lui».
Ma sono molti i racconti su Gesù ragazzino. A cinque anni, ad esempio, fu portato da Giuseppe alla scuola della sinagoga, ma subito iniziarono gli screzi col maestro, che non riusciva ad insegnargli nulla di nuovo. Il maestro frustrato bastona il bambino, che Giuseppe deve ritirare dalla scuola.
Passano gli anni. Gesù ne ha dodici anni e con Maria e Giuseppe fa il primo viaggio a Gerusalemme in occasione della Pasqua. Al ritorno la carovana camminava già da un giorno, quando Giuseppe e Maria si accorsero che Gesù non era con loro. Lo cercarono e, dopo due giorni di angoscia, lo trovarono seduto nel tempio, impegnato ad ascoltare ed interrogare i dottori della Legge, meravigliati per la sua sapienza.
Maria sottovoce lo rimproverò: «Figlio mio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre e io ti cercavamo pieni di angoscia». Egli rispose con un tono che non ammetteva repliche: «Perché? Non sapete che devo occuparmi delle cose del padre mio?». Allora la madre comprese che era ormai adulto e doveva essere lasciato libero d’intraprendere la sua strada. Ma Gesù rimase ancora in famiglia per lunghi anni durante i quali Maria si addormentava ogni sera temendo che l’indomani l’avrebbe potuta lasciare, come alla fine avvenne.
Luigi Rossi

