Erano in quattro. Lui, la sua fidanzata e altre due persone di cui una una anziana signora, l’altro un ragazzetto molto più giovane di loro. I viaggi lunghi, si sa, portano a socializzare. Così dopo qualche minuto iniziarono a scambiarsi alcune parole. Il ragazzetto era molto educato e quasi quasi a Daniele disturbava il suo rivolgersi in modo ossequioso nei suoi confronti. Aveva meno di 30 anni e sentirsi vecchio non gli andava proprio. La signora invece non sembrava affatto intenzionata a socializzare. Alla stazione successiva entrò nel loro scompartimento un ragazzo di colore con una borsa immensa. Posò la borsa sul portabagagli e si accasciò sul sedile, affannato. Evidentemente aveva preso il treno al volo e quel fiatone era la conseguenza della sua corsa. Il treno ripartì. Il dialogo ricominciò dal punto in cui l’avevano lasciato. Dopo un po’ arrivò il controllore che chiese di mostrare i biglietti. Stava per richiudere la porta quando la signora “muta” parlò. “Mi scusi, potrebbe far cambiare di scompartimento questo signore? Sento troppa puzza d’Africa”. Il controllore rimase in silenzio mentre anche Daniele e gli altri stentavamo a credere alle loro orecchie. La signora incalzò con un “può farlo, per favore?” Il controllore disse che non sapeva se la cosa fosse stata possibile. Doveva informarsi. Daniele, essendosi ripreso dallo shock, tentò di protestare: “No che non si può! Il posto è suo e nessuno può farlo spostare”. Il controllore lo guardò ancora incerto e spiazzato dalla situazione scomoda che si stava verificando. Ma la risposta più forte la dette il ragazzo educato: “Scusi signore, ma potrebbe trovare quattro posti in un altro scompartimento per noi?” Indicando se stesso, Daniele, la ragazza di Daniele e il ragazzo di colore. “In questo scompartimento c’è troppa puzza di merda!”
Lorenzo Rossomandi

