È saltata l’ultima illusione modernista, che ci spingeva a guardare alle pandemie come a morbi relegati nell’antichità e nella povertà, e di conseguenza ci faceva sentire protetti dallo scudo del progresso, della scienza, della medicina … Il Covid ha azzerato le nostre pretese di invulnerabilità e ha annullato la falsa equivalenza tra privilegio e immunità. Ci siamo trovati tutti esposti, tutti candidati, tutti possibili bersagli, semplicemente per la nostra natura di esseri viventi, organismi di cui il virus ha bisogno per svolgere il mandato genetico impresso nel suo Dna, infettare per riprodursi, moltiplicarsi e assicurare la continuità della specie… Poi è arrivato il vaccino. Appena è cominciata la fase di recupero, il mondo si è diviso, perché sono ritornate immediatamente le differenze, incolmabili. Ma combattere un assedio pandemico nel chiuso del recinto di casa è illusorio… Per attaccare il virus bisogna uscire, “vaccinare il mondo — come ha detto Draghi — e al più presto”. La sfida va giocata a livello planetario … All’universale si risponde solo con l’universale. Perché attorno a noi c’è il mondo, interamente attaccato dal virus. E quel mondo sembra uguale soltanto sotto l’attacco della pandemia, quando è inerme e indifeso.
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