Il grifone eurasiatico è un rapace che vive sulle montagne di Europa, Africa e Asia e che negli ultimi decenni sta vedendo il suo areale restringersi molto rapidamente. In certe zone il grifone è addirittura scomparso: è il caso dei Balcani orientali, dove un progetto di reintroduzione cominciato nel 2009, e che ha coinvolto alcune associazioni per la conservazione della natura e il governo della regione spagnola dell’Extremadura, ha riportato circa 80 esemplari a volare in un’area dove mancavano da cinquant’anni.
Il progetto ha recuperato gli esemplari cresciuti in cattività, oppure messi in salvo da qualche associazione locale di recupero della fauna, e li ha spostati dai luoghi di ritrovamento in speciali zone di acclimatazione situate in due aree protette, la Kotlenska Planina Special Protection Area e il Sinite Kamani Nature Park, entrambe sui Balcani orientali in territorio bulgaro.
Il risultato è che in un’area dove il grifone mancava dagli anni Settanta ora risiedono circa 80 esemplari: tra questi ci sono almeno 25 coppie, che hanno già “prodotto” una trentina di pulcini. Non a tutti è andata bene: circa un terzo degli esemplari reintrodotti in natura sono morti, fulminati dai cavi elettrici; è uno dei più rischi più grossi che corrono i grifoni, insieme a quello di imbattersi in esche avvelenate posizionate da allevatori preoccupati per il loro bestiame.
E ORA? Il progetto è comunque considerato un successo, e andrà accompagnato nei prossimi anni da un monitoraggio costante delle coppie, e dalla ricerca di soluzioni a problemi come quello dei cavi dell’alta tensione; ma nonostante questi intoppi, il ritorno del grifone nei Balcani orientali è considerato un successo.

