La Giornata mondiale della biodiversità si celebra ogni anno il 22 maggio. La ricorrenza è stata proclamata nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare l’adozione della convenzione sulla diversità biologica firmata a Nairobi, in Kenya, nel 1992 con l’obiettivo di tutelare la diversità biologica del pianeta. Un giorno per ricordare l’importanza di salvaguardare la ricchezza delle specie viventi e che, quest’anno, è dedicato allo sviluppo sostenibile.
Lo slogan è: “Siamo parte della soluzione”, il giusto seguito di quello dello scorso anno che indicava la via: “Le nostre soluzioni sono nella natura”. Significa che la soluzione ai problemi climatici, di salute, alimentari e approvvigionamento idrico sta nella tutela della biodiversità.
Abbiamo sviluppato le tecnologie più avanzate, eppure dipendiamo ancora totalmente dalla natura per bere, mangiare, mantenerci in salute, produrre forme di energia pulita e costruire modelli di sviluppo davvero sostenibili. La biodiversità è il fondamento di tutto questo.
Negli ultimi 20 anni, gli sforzi messi in campo per contrastare la perdita della biodiversità sono andati a vuoto: l’attuale ritmo di perdita delle specie è senza precedenti. La velocità di declino della biodiversità negli ecosistemi di acqua dolce avanza a un passo superiore rispetto a quella di fine Cretaceo, che cancellò i dinosauri insieme al 76% di tutte le specie del Pianeta.
La velocità di estinzione della quinta estinzione di massa è di gran lunga superata da quella prevista come effetto della sesta estinzione. Per riparare al danno inflitto in pochi decenni dagli umani agli ecosistemi attraverso l’inquinamento, il sovrasfruttamento degli habitat, il trasferimento di specie aliene invasive e i cambiamenti climatici, occorreranno milioni di anni.

