Non era in una grotta e non era neanche nascosto nei boschi. Viveva in una villa da un milione di dollari, simile più a un fortino che a una villa di lusso, circondato da alte mura e filo spinato alla periferia di Abbottabad, in Pakistan.
Erano anni che gli davano la caccia. Poi, il 2 maggio 2011, una piccola squadra di agenti speciali americani formata da 20 uomini ma sceltissimi ha portato a termine l’operazione che si è conclusa con l’uccisione di Osama bin Laden, ritenuto il terrorista numero uno al mondo. Lo sceicco del terrore era il 17esimo di 52 fratelli e fratellastri.
Capo storico di Al Qaida, l’organizzazione terroristica che “in nome dell’Islam” aveva dichiarato guerra agli Stati Uniti e ai suoi alleati, è stato la mente che ha organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001 contro le due torri gemelle de World Trade Center di New York e contro il pentagono a Washington, uno tra i più gravi attentati della storia, che ha contato circa 3000 vittime.

