Un segno di speranza nasce dagli applausi che tornano alla Scala nella serata di apertura che si conclude con il bis di “Va’ pensiero” di G. Verdi.
Dopo 199 giorni di limitazioni anticovid, La Scala ha accolto il pubblico con un concerto diretto da RICCARDO CHAILLY. Un simbolo di ripartenza così come accadde 75 anni fa l’11 maggio 1946 quando ARTURO TOSCANINI diresse un concerto per la rinascita del teatro dopo i bombardamenti e successiva ricostruzione.
Il direttore musicale Chailly ha guidato coro e orchestra in una esibizione che arriva mentre si allontanano le restrizioni e si intravede la fine dell’emergenza, grazie anche alla campagna vaccinale.
Il presidente della Lombardia ATTILIO FONTANA ha detto: “Un momento simbolico e di buon auspicio per il mondo della cultura e dello spettacolo.
La senatrice a vita LILIANA SEGRE, che era presente anche nel 1946, afferma che La Scala dà il buon esempio sperando che possa trascinare altro.
Non ci sono stati discorsi ufficiali prima dell’apertura ma, come avvenne nel 1946, è stata la musica a salutare i 500 spettatori sistemati nei palchi e in galleria. Fra loro anche FILIPPO D’ACQUARONE pronipote di Arturo Toscanini.
Il concerto ha segnato il debutto alla Scala di un soprano come avvenne nel lontano 1946. Allora fu RENATA TEBALDI, oggi LISE DAVIDSEN, una delle interpreti wagneriane più quotata.
Le musiche di PURSELL, CAJKOVSKIJ, STRAUSS, WAGNER eseguite da coro e orchestra, sono state applaudite calorosamente dal pubblico che finalmente è tornato!
Lucia Gonnella

