La Croce Rossa nasce nel 1863 con sede a Ginevra (Svizzera).
Quest’anno non c’è stata una festa per ricordare l’evento, ma la celebrazione dell’enorme sforzo dei volontari sia nella lotta alla pandemia sia in tutte le altre attività che hanno continuato a portare avanti senza sosta.
Lo ha affermato il presidente Francesco Rocca per ricordare “l’enorme lavoro” di volontariato fatto per il Covid-19 fin dall’inizio della pandemia.
Per ricordare la Giornata della Croce Rossa è stata scelta la data dell’8 maggio perché essa coincide con l’anniversario della nascita del suo fondatore HENRY DUNANT, premio Nobel per la pace nel 1901.
In questo giorno la Croce Rossa ha messo in campo numerose iniziative per riconoscere il lavoro svolto dai volontari in tutta Italia e anche delle 50 000 persone che hanno richiesto di aderire al programma di “volontariato temporaneo”.
L’opera della Croce Rossa quest’anno è stata inarrestabile su tutti i fronti riuscendo ad essere “ovunque per chiunque”.
Oltre all’enorme attività sul fronte del Coronavirus e l’impegno della campagna vaccinale, ha consegnato 130 000 pacchi alimentari e 32 000 buoni spesa a persone e famiglie bisognose. Molte unità di strada hanno operato su tutto i territorio nazionale per supportare le persone senza fissa dimora a cui sono stati distribuiti 10 000 pasti. E’ continuata la donazione del sangue e l’attività di clowneria negli ospedali anche a distanza.
Il Presidente della Croce Rossa Francesco Rocca ha sottolineato: “Oggi siamo ancora nel mezzo della pandemia e non si può festeggiare, ma si può celebrare la straordinaria risposta umana nella difficoltà perché da questo spirito scaturisce la ripartenza”.

