L’evento viene celebrato ogni 22 aprile dalle Nazioni Unite e dalle tante organizzazioni schieratesi in difesa dell’ambiente. L’obiettivo dichiarato dell’Earth Day è infatti quello di coinvolgere sempre più nazioni e “fette” della società civile nella tutela dell’equilibrio naturale, prendendosi cura delle foreste, evitando lo spreco di risorse, supportando l’adozione di fonti energetiche più green, combattendo il riscaldamento globale e adottando stili di vita sostenibili.
La prima Giornata della Terra in assoluto si è tenuta il 22 aprile del 1970, quando circa 20 milioni di cittadini statunitensi risposero all’appello del senatore democratico Gaylord Nelson scendendo in piazza a manifestare per la salvezza del pianeta. Noi ora siamo abituati a questo genere di cose grazie a iniziative come i Fridays for Future di Greta Thunberg, ma allora una simile partecipazione per la causa ambientale fu un evento straordinario.
Quest’anno il tema è Restore our Earth, ossia l’impegno a ripristinare l’equilibrio naturale sul nostro pianeta per quanto è possibile rimediando a decenni di errori. Come l’anno scorso, alla luce della delicata situazione sanitaria, l’evento è stato festeggiato in modo virtuale con la #OnePeopleOnePlanet, una maratona multimediale organizzata per raggiungere tutti anche durante l’emergenza coronavirus e rivolta in particolar modo ai giovani.
L’evento ha visto la in collaborazione con importanti media partner tra cui Vatican Media, RAI, ANSA, web promoter e reti internazionali. Il tutto è stato trasmesso su una piattaforma digitale come luogo virtuale in cui tutti i popoli si potranno unire e parlare tra loro nella giornata mondiale della Terra.
Attraverso live streaming, interviste e incontri con autorevoli esperti, la maratona One People One Planet ha comunicato il suo messaggio di sostenibilità e fratellanza tra le nazioni.

