Il 25 marzo scorso, a un anno esatto dal rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha preso il via da Fukushima il viaggio della fiaccola olimpica, in una cerimonia più contenuta per via dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.
La staffetta toccherà tutte le 47 prefetture dell’arcipelago per i prossimi quattro mesi, riguarderà circa 10.000 tedofori (Il tedoforo, nella tradizione dei giochi olimpici è la persona che reca la fiaccola accesa con la fiamma) e si concluderà con l’arrivo della torcia allo Stadio Olimpico di Tokyo, in tempo per l’avvio dei Giochi previsto per il 23 luglio.
Alla presentazione, durante l’apertura al J-Village di Fukushima, simbolo del tentativo di rinascita della regione dopo la triplice catastrofe di 10 anni fa, la presidente del comitato organizzatore Seiko Hashimoto, si è augurata che la fiaccola olimpica “possa essere una luce di speranza al termine di un periodo di oscurità”. A causa della pandemia le autorità hanno chiesto al pubblico di limitare gli assembramenti durante il tragitto, evitando eccessive manifestazioni di entusiasmo, e gli stessi corridori saranno sottoposti a regole stringenti sui controlli medici. In base alla decisione degli organizzatori le Olimpiadi di Tokyo si svolgeranno senza la presenza degli spettatori dall’estero, un fattore che secondo gli analisti contribuirà a raffreddare significativamente il sostegno per l’evento.

