Il suo vero nome era Durante Alagherii de Alagheriis; “Dante” era l’abbreviazione del nome.
Gran parte del lavoro di Dante Alighieri è dedicato a Beatrice, una donna che il poeta aveva incontrato quando aveva appena nove anni e che morì molto giovane, facendolo precipitare nello sconforto più nero. Dante scrive per lei sonetti d’amore e, nella Divina Commedia, la trasforma nell’angelo che lo guida per buona parte del suo viaggio nel Paradiso.
Si sposò con Gemma Donati. Il loro matrimonio fu programmato quando i due avevano solo 12 anni, con un contratto tra i genitori. I due ebbero quattro figli: Jacopo, Pietro, Giovanni e Antonia, che in seguito si fece suora, scegliendo casualmente il nome di suor Beatrice.
Dante fu condannato alla pena capitale nel 1302, quando nello scontro tra guelfi bianchi e neri, due gruppi in lotta per il potere sulla città di Firenze, furono quest’ultimi a vincere. L’autore, però, era già andato via dalla sua città per rifugiarsi a Ravenna, e non scontò la pena.
Alighieri ha iniziato a scrivere la Divina Commedia il 25 marzo. Secondo alcuni studiosi correvano gli anni 1300 – 1301; secondo altri, il 1307.
All’inizio l’opera di Dante si chiamava Comedia. L’aggettivo Divina fu aggiunto nel 1500, circa 200 anni dopo, nelle edizioni successive, riprendendo una definizione dello scrittore Giovanni Boccaccio, che la definiva appunto Divina.
Era un medico, un politico e un soldato. Condannato a morte e poi graziato, visse in esilio fino alla morte.
Il manoscritto originale della Divina Commedia è andato perduto. Quello che studiamo oggi si basa su circa 700 manoscritti, copie dell’originale, del XIV e XV secolo.
Al momento della sua morte l’ultima cantica della Divina Commedia non era ancora stata pubblicata. Lo fece tempo dopo il figlio Jacopo, che si occupò anche di diffondere l’opera completa.
Dante morì a Ravenna, e le sue spoglie furono nascoste per paura che i fiorentini le trafugassero.
Nel 1810 le sue ossa furono nascoste in una cassetta nell’oratorio del quadrarco di Braccioforte e riscoperte solo nel 1865, quando per caso le ritrovò un muratore.

