Aveva una grande memoria:
C’è un punto a Firenze, segnato da una targa, dove a Dante piaceva sedersi e scrivere le sue poesie d’amore su Beatrice mentre osservava la costruzione del Duomo.
Secondo un aneddoto, una volta un passante gli chiese cosa mangiasse a colazione: “Uova” rispose Dante.
Un anno dopo, lo stesso uomo passò di nuovo davanti a Dante, seduto sulla sua roccia preferita e testò la già famigerata memoria del poeta: “Come?” chiese l’uomo.
Al quale Dante rispose prontamente: “Con sale”.
Con Dante nasce la lingua italiana:
In precedenza l’italiano, come lingua per le opere letterarie, era disprezzato. Dopo Dante però è stato studiato e studiato ancora, e il risultato è stata una scoperta sensazionale. Il 15% del vocabolario italiano in uso oggi può essere fatto risalire al poeta fiorentino. La Divina Commedia è stata tradotta in molte lingue in tutto il mondo. E, traduzioni a parte, le sue citazioni sono presenti non solo in molti adattamenti cinematografici, ma anche in film e serie TV.
Era in anticipo sui tempi:
Coloro che hanno studiato e studiano le sue opere pensano a Dante come ad uno scrittore moderno, perché sotto diversi aspetti era estremamente avanzato.
Oltre ad essere stato uno dei primi scrittori italiani ad abbandonare completamente l’uso del latino nella letteratura, fu anche uno dei primi a concepire l’idea di un “limbo”, dove persone nobili e innocenti, che non erano cristiani o battezzati, potevano riposare in pace. Prima di Dante si pensava generalmente che i bambini non nati e i pagani finissero all’inferno.
Il tre era il suo numero fortunato:
La Divina Commedia è divisa in tre parti, una per ogni sezione dell’aldilà, e ognuna di queste è suddivisa in 33 canti, più un’introduzione per fare 100 in totale, il “numero perfetto”. Ma il numero tre emerge molto spesso.

