Non terminerà con un botto il Covid-19. Nessuno, neppure quei moderni auspici che sono i virologi, gli epidemiologi, gli immunologi, gli esperti, sa quando accadrà. Anche se la comprensione scientifica del nuovo coronavirus continua ad evolversi, una domanda è ancora sospesa. Come e quando finirà? L’unica cosa sicura è che finirà come è avvenuto per tutte le pandemie virali, a cominciare dalla Spagnola del 1918-19, che infettò circa 500 milioni di persone nel mondo, uccidendone 50 milioni. Michele Mancini, classe 1930, è stato uno degli ultraottantenni che ha potuto ricevere la prima dose di vaccino anti Covid-19. Si è presentato all’appuntamento per ricevere il vaccino con un fazzoletto al collo di tre colori: verde, bianco e rosso. Per lui quell’oggetto significava molto. Lo indossava quando era un ragazzino, e difendeva l’Italia dai tedeschi. E il suo senso del dovere è smisurato, simboleggiato da quel tricolore che ha voluto portare con sé. “Da ragazzino 13enne ha combattuto per scacciare i soldati tedeschi dalla sua Bari e ora che ne ha quasi 91 vuole battere un altro temibile ‘nemico’, il Coronavirus. Ieri aveva la forza della gioventù e degli ideali, oggi la saggezza e il vaccino. Ma sempre dalla stessa parte, quella della libertà e della vita. E con indosso lo stesso tricolore di 68 anni fa”.
Art. di Anna Puricella
Francesca Michielin: “Ho avuto la fortuna di nascere in un quartiere di Bassano del Grappa pieno di verde. Fin da piccola mi hanno abituata al riciclo dei vestiti, del cibo e anche a scuola mi hanno molto sensibilizzato. In più nel mio Veneto c’è un grande amore per l’ambiente e si fa molta attenzione all’impatto ambientale delle cose che si usano. La mia generazione, io ho 26 anni, è attenta ai problemi della Terra che gli adulti ci stanno consegnando e non sembra messa benissimo. Come dico, tutto parte dalla scuola e quindi anche la cultura green deve partire da un’aula scolastica. L’impatto di Greta Thumberg sulle coscienze è stato importante e ha fatto tanto. Ho sempre pensato che una mentalità ecosostenibile insieme all’amore per ciò che ci circonda e ci dà ossigeno tutti i giorni debbano essere temi importantissimi. Non solo a parole, bisogna fare qualcosa e nel mio piccolo quando posso cerco di far arrivare un messaggio ‘verde’”.
Fiorello: “Ero un ragazzo di bottega, andavo a vendere la lattuga. Mi facevo 50 km con l’ape per andare a comprare la lattuga per poi tornare ad Augusta e vendere. Prendevo 300 lire al giorno, ma ero felice, ero ricco. Lì ho imparato molto. Il cameriere è stato l’inizio di tutto, è uno dei mestieri più duri ma impari a rapportarti con la gente. Grazie a quello capii una cosa: il sorriso ti porta avanti”
Amadeus: “Anni fa sono rimasto fermo per due anni e ho rischiato che la mia carriera fosse al capolinea. Nessuno mi dava da lavorare, nessuno mi chiamava, non avevo più offerte, ero passato dall’essere uno che faceva picchi di ascolto a uno a cui non squillava il telefono. A quel punto avevo due strade: o mi disperavo o ripartivo da zero. Ho fatto una seconda gavetta è la seconda è stata più affascinate della prima che era capitata in età logica: a 45 anni hai una consapevolezza diversa, non sei neanche sicuro che le cose vadano bene, ma sono sempre stato tranquillo e fiducioso. Non c’è uno scrittore che abbia scritto solo bestseller o tutti film campioni d’incassi per un regista, ci sta che in alcuni momenti delle cose vadano bene, in altri meno bene.. Ma io con serenità affronto tutto e sono felice che adesso è un momento positivo. Mettiamo fieno in cascina e.. Speriamo che duri.”

