Nella giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, istituita nel 2002 dall’Onu con una convenzione ratificata da 153 Stati, la religiosa molisana da Bangui lancia l’SOS attraverso l’ANSA: “sono sempre più numerosi e, purtroppo, giovani i ragazzi arruolati in questo Paese da gruppi di ribelli per combattere”.
Suor Elvira ha fondato l’Ong Kizito per realizzare progetti di accoglienza dell’infanzia. La suora, picchiata e bloccata in più occasioni dai ribelli, è arrivata persino a schiaffeggiare un capo banda per ottenere la liberazione di un minore. Una volta tolto il kalashnikov dalle loro esili braccia, affida questi ragazzini che hanno visto e subìto ogni tipo di violenze, a famiglie del Centrafrica, assicurando loro studio e una formazione professionale.
In un Paese dilaniato dalla guerra civile dove nei giorni scorsi è stato prorogato lo stato d’emergenza e vige il coprifuoco dalle 18 alle 6, c’è una suora di 70 anni che sfida la morte ogni giorno per recuperare i piccoli.
“Sono circa 10 mila i bambini presi dalle bande armate nel conflitto precedente del 2013-15. – prosegue Suor Elvira all’Ansa – Noi a Berberati come piccola Ong ne abbiamo accolti 150 ma sono il minimo rispetto alla realtà. Siamo molto preoccupati per questa nuova ribellione che rischia di riportare a zero la situazione della Repubblica Centrafricana”.
Le storie dei bambini soldato recuperati da Suor Elvira nella Repubblica Centrafricana sono raccolte in un libro dal titolo: “L’Africa nel cuore” (edizioni Albatros-Il filo) scritto dalla giornalista molisana Antonella Salvatore.

