La scrittura manuale, con carta, penna, e francobollo, è viva … È figlia della grande abbuffata digitale in corso, ma è anche madre del computer.
Lo dimostra la nuova vita della ‘’letterina’’ dei tempi antichi, molto gettonata nelle scuole, soprattutto per le primarie e secondarie di primo grado, per far comunicare bambini e ragazzi con i loro coetanei in giro per il mondo…
È molto apprezzata dalle famiglie ed è una simpatica novità per queste giovani generazioni nati con i social dove la comunicazione è sintetica e immediata. Il ritorno della lettera la si vive come una novità, come una scoperta, con un piacere nuovo che va coltivato.
Ed è per questo che genitori e insegnanti sono chiamati in gioco per una presentazione che attiri il loro interesse.
Charlie Brown affidava i suoi pensieri a una letterina indirizzata all’amico di matita, gentile destinatario dei travagli del bambino con la testa rotonda dei Peanuts. Il 14 febbraio, festa degli innamorati, una Valentina con tanto di cuore arrivava puntuale nella cassetta delle lettere di Snoopy, mentre il suo padrone ne aspetta invano una dalla Ragazzina coi capelli rossi. I cartoon di Schulz rendono bene il piacere di una lettera, sia il gusto di scriverla che l’emozione dell’attesa. Carta e penna, dunque, sono sempre stati strumenti preziosi per stare in contatto con un amico, un amore, un compagno ideale, l’amico di penna appunto, per non parlare dell’indicibile emozione di ricevere una lettera di carta.
Poi sono arrivate le email, e i messaggi si sono fatti più rapidi e frettolosi e infine gli smartphone con scambi sempre più veloci, immediati, accompagnati più da faccine o simboli che da parole pensate, relegando l’uso della lettera a pochi irriducibili affezionati, un po’ nostalgici, che custodiscono nel proprio cassetto carta diplomatica e penna stilografica.
Eppure, grazie alla pandemia del Covid, qualcosa si è messo in moto in senso inverso e l’interesse per la lettera è diventato virale… Trovare un amico di penna a cui scrivere per raccontarsi ed ascoltare sta spopolando tra i giovani!
In realtà la scuola ha sempre insegnato la scrittura manuale, ma l’esercizio messo a dura prova dalla pandemia che ha imposto l’istruzione a distanza con l’uso del computer e di una tastiera ha contribuito a riavvicinare i giovani alla penna perché è proprio nei momenti difficili come questo, così denso di ombre e malinconie, che emerge il piacere della scrittura manuale, del piccolo foglio di carta, della fatica di pensare di più prima di scrivere, della bellezza di un gesto pieno di affetto.
Le lettere sono memoria più facile da salvare. Tutti sappiamo come cellulari e computer possano piantarci in asso all’improvviso, portandosi via decine di messaggi a noi cari, e mai accuratamente salvati. Una lettera sa stare anni in un cassetto e non chiede manutenzione. E poi la lettera ha una storia antica, bella.
La storia
Le prime lettere avevano un carattere commerciale e sono state scritte dall’ingegnoso popolo dei Sumeri intorno al 3000 a.C. La carta era sostituita da tavolette di argilla con impresso nome e indirizzo del destinatario. Si trattava di documenti amministrativi, contratti di lavoro, affitti di terreni o vendite di derrate alimentari. Sempre intorno al 3000 a.C. nell’Antico Egitto veniva invece introdotto il metodo di scrittura basato sul papiro il cui trasporto avveniva per via fluviale. Niente di più suggestivo per un messaggio. La lettera ha camminato millenni per arrivare fino a noi con il suo bel bagaglio, resistendo orgogliosamente tra scintillanti smartphone e computer.
Perché scrivere:
Scrivere, soprattutto a mano, ha molti effetti positivi:
Scrivere scalda il cuore nei momenti difficili e soprattutto adesso
Scrivere ci fa viaggiare con l’immaginazione.
Per scrivere ci vogliono solo carta, penna e … amici di penna.
Prendere appunti manualmente ci permette di osservare le cose con più attenzione e di fissarle in modo indelebile.
Per scrivere una lettera a mano dobbiamo concentrarci.
Cosa vogliamo scrivere? In quale sequenza? Che cosa è importante?
Una lettera scritta a mano non rende felice solo i destinatari, ma ha un’influenza positiva anche su chi scrive.
Scrivere diventa un vero e proprio lavoro di concetto.
È un meraviglioso esercizio di attenzione.
Ci concentriamo sulla carta, sulla penna e sul messaggio
Chi scrive si dimentica del resto del mondo perchè esistono solo le lettere, la penna e la carta.

