A sessanta chilometri da Praga tra colli azzurri e pascoli verdi, giace la città di Terezin, già fortezza della monarchia austro-ungarica. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti tedeschi ne fecero un gigantesco e pauroso ghetto, dove a migliaia deportarono gli ebrei cecoslovacchi. Via via … Terezin si trasformò in un campo di raccolta di ebrei d’ogni parte d’Europa … Per Terezin sono passati, in quegli anni, quindicimila bambini ma di essi soltanto cento sono sopravvissuti alla strage. È doloroso pensare ai bambini che la morte ha colto nelle loro case o, come a Gorla, nei banchi di scuola, sotto i bombardamenti. È atroce pensare a quelli che una rappresaglia crudele ed insensata ha falciato insieme ai vecchi, alle donne, come a Marzabotto. Ma quasi non si riesce a pensare alla gelida bestialità degli uomini che a Terezin hanno fatto l’appello dei bambini, cento alla volta, mille alla volta, per caricarli sui treni che li avrebbero portati ad Auschwitz; degli uomini che li hanno rinchiusi nei vagoni piombati; di quelli che, all’arrivo, li hanno fatti scendere, incolonnati, introdotti nelle camere a gas.
Eppure sono cose accadute sotto i nostri occhi. Sono disumane e incredibili al punto che un nazista, in Germania, può osare di pubblicare un libro per dimostrare che la strage di Marzabotto “non è mai accaduta” e un altro nazista, Adolf Eichmann, davanti al tribunale di Israele, può dichiararsi “non colpevole”.
Sembrano le gesta di un’altra razza, calata da qualche barbaro pianeta sulla Terra. E invece sono le gesta compiute da uomini che in gran numero sono ancora vivi e attivi nel loro paese: abitano in case confortevoli, hanno mogli affettuose, bambini innocenti, di cui possono carezzare teneramente i capelli … Quanti dolci, suadenti, autorevoli inviti a dimenticare.
Ma noi non vogliamo dimenticare, di quelle giornate, di quella guerra, nulla: non un minuto, non un nome…
Nel maggio del 1961 Gianni Rodari scriveva sulle pagine di NOIDONNE un articolo per ricordare le migliaia di bambine e bambini uccisi nei campi di concentramento nazisti.

