I numeri romani sono stati, per secoli, il principale sistema di numerazione. Ogni numero è indicato con un simbolo, o con la combinazione tra loro di alcuni di questi simboli.
I simboli base sono: I = 1; V = 5; X = 10; L = 50; C = 100; D = 500; M = 1000
Il sistema numerico romano ha poche semplici regole. Se in una sequenza il primo simbolo è quello di maggiore valore, per ottenere il risultato bisogna sommare ad esempio XVIII = 18, CXV = 115; viceversa, se il valore del primo simbolo è inferiore al secondo si deve sottrarre ad esempio IX = 9, XL = 40.
I simboli I, X, C e M possono essere ripetuti consecutivamente, per un massimo tre volte, mentre i simboli V, L e D non possono essere mai usati più di una volta consecutiva.
Il concetto di “zero” equivale a “niente”. Per questo motivo, nella numerazione romana classica il numero “zero” non esiste.
I valori cinque, dieci, cinquanta, cento, cinquecento e mille possono essere a loro volta moltiplicati per mille aggiungendo una lineetta sopra (come nella figura qui sopra).
Il sistema di numerazione latino che studiamo a scuola è una versione modificata nel Medioevo!

