La scoperta l’hanno fatta i ricercatori internazionali, una sessantina, che stanno solcando le acque del Mare di Laptev, al largo delle coste siberiane, sta fuoriuscendo metano. E, anche se è al momento difficile valutare l’entità del fenomeno, sembrerebbe la prova che uno degli effetti più temuti del riscaldamento globale, la decomposizione degli idrati nei quali il metano, un gas serra 80 volte più potente della Co2 su un periodo di 20 anni, è rimasto finora congelato, è ormai innescato: più riscaldamento uguale più rilascio di metano, uguale ancora più riscaldamento globale.
Se ne potrà sapere di più quando i ricercatori torneranno dalla missione e potranno analizzare i dati in vista di una pubblicazione. Intanto, però, il Guardian ricorda che, da gennaio a giugno di quest’anno, le temperature in Siberia sono state di 5°C più alte della media, che lo scorso inverno il ghiaccio marino si era sciolto insolitamente presto e, quando siamo ormai a fine ottobre, non ha ancora iniziato a riformarsi, altro record negativo.

