Negli ultimi cinque anni il nostro Paese ha guadagnato 320mila ettari di boschi e foreste, +2,9%. Ma a livello globale la deforestazione continua, con la perdita di 10 milioni di ettari.
Rispetto al 1940, oggi l’estensione di boschi e foreste è aumentata addirittura dell’80. Il bello delle aree verdi italiane è la loro maggior biodiversità rispetto a quelle dell’Europa centrale, cosa che le rende più resistenti e in grado di fornire un grande contributo all’assorbimento dell’anidride carbonica. Purtroppo il cambiamento climatico degli ultimi anni, con le sue temperature molto al di sopra delle medie storiche, sta mettendo a repentaglio il futuro delle nostre foreste. Nel 2017 l’assorbimento del carbonio delle nostre aree boschive e forestali è stato quasi azzerato dagli innumerevoli incendi scoppiati per il caldo torrido. Non solo: l’innalzamento della colonnina di mercurio sta indebolendo foreste e boschi per mancanza di acqua, esponendoli agli attacchi dei parassiti.
A livello mondiale
Resta comunque molto lavoro da fare, in particolare in Africa, dove negli ultimi tre decenni il tasso di deforestazione non ha mai smesso di aumentare, in Sudamerica l’erosione delle aree verdi si è invece dimezzata nell’ultimo decennio rispetto a quello precedente, ma resta comunque a livelli elevati. I tre Paesi che hanno registrato la maggior deforestazione dal 2010 a oggi sono, nell’ordine, il Brasile, il Congo e l’Indonesia. A seguire l’Angola, la Tanzania, il Paraguay, il Myanmar e la Cambogia, con Bolivia e Mozambico che chiudono la top ten.

