Nel Medioevo indicava le regole di vita da seguire…un monaco le leggeva ad alta voce durante i pasti, mentre gli altri ascoltavano in obbligatorio silenzio. Tra queste regole c’era anche quella di consumare due pasti al giorno. Il terzo, quello della mattina presto, poteva essere dato a bambini e lavoratori.
In generale, però, fino all’800 le classi povere mangiavano quando potevano, senza orari precisi e i pasti non si differenziavano l’uno dall’altro.
In Europa, per esempio, si mangiavano salumi e cacio con polenta e burro, pane e vino.
Un po’ di storia
Nel 1700, in Italia, i bambini a colazione non bevevano sostanze calde perché si pensava che si potevano guastare i denti delle persone giovani e indebolire il loro temperamento.
Con l’invenzione del frigorifero, verso la fine del 1800, si inizia a bere latte in modo regolare. Prima era necessario trasformarlo subito in formaggio, altrimenti andava a male.
Cioccolata e tè, che si diffondono in Europa assieme al caffè proprio in questo periodo, erano riservati agli adulti. All’inizio solo ai nobili, poi, con la nascita delle prime fabbriche, anche ai lavoratori. Il tè, tanto amato dagli inglesi, da noi era considerato una “droga inutile e costosa”.
La colazione come la facciamo oggi compare solo nel dopoguerra, intorno al 1950, grazie a un livello più elevato di benessere e alla diffusione di supermercati e prodotti confezionati.
Abitudini vecchie e nuove
In alcune regioni italiane resistono le “vecchie” abitudini…
In Sardegna, ancora oggi, i contadini di mattina mangiano salsiccia e formaggio.
A Napoli, quando si fa colazione al bar, si mangia la tradizionale sfogliatella, inventata nel 1600.
In Piemonte, nel caffè-latte, al posto dei biscotti c’è chi inzuppa la polenta.
In Sicilia la mattina si inizia mangiando gelato o granita al cioccolato con panna.
Gli esperti dicono…
Dolce o salata che sia, fare colazione è indispensabile, come dimostrano diversi studi. Il rendimento scolastico è migliore se viene fatta una buona colazione con fibre e carboidrati senza però esagerare con lo zucchero
Invece saltare la colazione, come fa buona parte dei ragazzi tra i 9 e i 14 anni in Europa e Usa, aumenta il rischio di obesità, perché nei pasti successivi ci si “ingozza” di troppi cibi ricchi di zucchero, che saziano in fretta.

