La vita del contadino
Se nel corso dei secoli l’agricoltura si è evoluta tantissimo, la giornata del contadino, al contrario, è cambiata poco. Sveglia all’alba, in modo da approfittare del sonno degli animali e delle condizioni della terra, che si “desta” dopo il cambio di temperatura fra la notte e il giorno; colazione intorno alle 9, pranzo alle 12 con cibi super energetici, cena intorno alle 18…
Quello che è cambiato sono invece le condizioni di lavoro, almeno nel nostro Paese. Dal Medioevo, infatti, era molto diffusa la mezzadria, cioè un contratto secondo il quale il proprietario affida a un coltivatore (mezzadro) un terreno e, in cambio, ha diritto a metà del raccolto. Nel 1982, in Italia, i contratti di mezzadria sono stati tramutati in normali contratti d’affitto, ma in molti Paesi poveri la mezzadria è ancora diffusissima (circa il 50% della popolazione mondiale vive in aree rurali). Così come è ancora diffuso lo sfruttamento dei braccianti stagionali, purtroppo anche in Italia: pagati pochissimo e spesso trattati come schiavi.
Conclusioni
I prodotti della terra non servono solo per essere messi in tavola: sono stati anche alla base del guardaroba di mezzo mondo. Che cosa avrebbero indossato, infatti, senza cotone e lino i nostri antenati durante i periodi più caldi, quando non si potevano indossare pellicce e pelli? Anche da canapa (che dà protezione UV e ha capacità anti-batteriche), bambù, tencel (estratto dall’eucalipto) e sughero si possono ricavare dei vestiti. Da un po’ di tempo, inoltre, i prodotti della terra vengono usati anche come “benzina” per i veicoli: sono i biocarburanti, ottenuti da grano, mais, bietola e canna da zucchero.

