Una catastrofica ondata d’incendi sta devastando le foreste australiane. Dopo il rogo della foresta Amazzonica un’altra colossale serie di incendi sta interessando il continente australiano, con milioni di ettari di foresta già ridotti in cenere e bel numero di morti causati dalla mortale combinazione di fumo e fiamme.
Come tutti sappiamo l’Australia si trova nell’emisfero opposto al nostro, l’emisfero “australe” e quindi, se da noi è inverno, nella terra dei canguri è appena cominciata l’estate.
Il periodo dunque, con temperature elevate e scarse precipitazioni, ben si presta al divampare d’incendi, ma quest’anno la situazione appare ancora più critica, poiché da qualche tempo è entrato in gioco un altro elemento da considerare: il cambiamento climatico!
Il surriscaldamento globale ha infatti “regalato” all’Australia un’estate particolarmente torrida, con la colonnina di mercurio che spesso si ferma oltre i 40°C. A ciò poi va aggiunto che sia la direzione dei venti antartici, sia la tardiva stagione dei monsoni a nord dell’Oceania hanno diminuito ulteriormente la quantità di precipitazioni nei mesi precedenti, lasciando dunque un territorio secco e arido.
La situazione dunque era fin troppo favorevole allo scoppio di molteplici incendi e infatti fin da settembre il territorio australiano ha iniziato ad essere teatro di centinaia e centinaia di roghi che proprio in queste settimane hanno raggiunto il picco d’intensità.
L’immane catastrofe ambientale non solo ha ridotto notevolmente la flora e la fauna australiana, ma ha anche portato alla distruzione di tantissime abitazioni e all’evacuazione di interi insediamenti.
Le nubi provocate dalle fiamme hanno raggiunto perfino la Nuova Zelanda, sporcando di marrone cielo e montagne innevate.
In queste ore il governo australiano ha affiancato alle ordinarie forze vigili del fuoco e volontari oltre 3.000 riservisti, ossia persone addestrate all’azione che sono state richiamate in servizio proprio per fronteggiare questa emergenza. Eppure in tanti non sono soddisfatti del lavoro delle istituzioni.
L’Australia, purtroppo, negli ultimi anni non si è mostrata particolarmente attenta alla questione climatica e ambientale, continuando ad affidarsi massicciamente a risorse energetiche altamente inquinanti come il carbone. Inoltre il Primo Ministro Scott Morrison è accusato di aver atteso troppo prima di dichiarare lo stato d’emergenza e organizzare un deciso intervento al problema.
Nel frattempo il mondo intero ha finalmente cominciato ad interessarsi ad una crisi.

