Nel quartiere Centocelle di Roma la scorsa settimana è stata bruciata la libreria La Pecora Elettrica (che era già stata distrutta dalle fiamme il 25 aprile di quest’anno). Sono ancora in corso le indagini per capire i motivi del gesto (nei giorni successivi un altro incendio ha devastato un bar a pochi passi dalla libreria), ma di sicuro si tratta di un segnale molto preoccupante.
I responsabili della libreria hanno subìto un danno molto grave. Certo, potremmo dire che nessuno si è fatto male… ma il ragionamento, purtroppo, non regge. Lo ha spiegato, una volta per tutte, un grande poeta tedesco vissuto nell’Ottocento, Heinrich Heine: “Dove si bruciano i libri – ha scritto – prima o poi si bruciano anche gli uomini”. Nella storia è sempre stato così, perché un libro è molto più di quello che si vede: più delle pagine che lo compongono, più dell’inchiostro adoperato per stamparlo, più della rilegatura. Un libro è il veicolo più diffuso del sapere. Un libro è racconto e pensiero, trasmette idee ed emozioni. Assomiglia alla persona che lo ha scritto, ma ancora di più assomiglia alle persone che lo leggono. È un’occasione di incontro e di scoperta, è un messaggio di libertà. Per questo continua a fare paura.

