La Terra ha terminato le risorse rinnovabili a disposizione e inizia ad attingere da cibi e fonti di energia che dovrebbero appartenere alle future generazioni.
Lunedì 29 luglio è stato l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha esaurito ufficialmente tutte le risorse terrestri (cibo, acqua, legno…) disponibili, e rinnovabili per il 2019, iniziando così a sovrasfruttare il pianeta, mangiando animali che ancora non si sono riprodotti, consumando più ossigeno di quello assorbito da oceani e foreste. Ciò significa che l’umanità sta consumando il futuro, intaccando risorse che non sono ancora state rimpiazzate e che potrebbero venire a mancare per le generazioni che verranno, poiché con questo ritmo il pianeta non ha più tempo di rigenerarsi.
Il calcolo per sancire quale sarà il giorno di overshoot (“oltrepassare” in inglese) viene svolto dall’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network – la quale misura l’impronta ecologica dei vari Paesi – e ogni anno tale limite occorre sempre prima a causa del costante aumento dei consumi mondiali: l’anno scorso è stato il 1 agosto, nel 2016 si registrava l’8 agosto, nel 2000 era a fine settembre e trent’anni fa cadeva ad ottobre. «Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi». Questo l’allarme lanciato dall’organizzazione, la quale negli ultimi anni ha comunque evidenziato qualche passo in avanti.
Basti pensare che per soddisfare i bisogni dei soli italiani, occorrerebbero 4,3 “Italie” e che se tutti vivessero come noi servirebbero 2,6 pianeti. Però potrebbe andare peggio: se nel mondo ogni individuo si comportasse come uno statunitense – che in media spreca 95 kg di cibo – servirebbero 4,8 “Terre”!
Occorre comunque una maggiore disponibilità, soprattutto da parte delle grandi potenze mondiali, ad approntare serie soluzioni al problema. Già solo dimezzando le emissioni di anidride carbonica l’Overshoot Day farebbe un balzo indietro di almeno 3 mesi!
E noi, nel nostro piccolo possiamo dare un contributo visto che con piccoli gesti quali il ridurre lo spreco d’acqua o il mangiare qualche volta vegetariano, si può veramente fare la differenza. Proprio per smuovere la gente comune, gli attivisti hanno lanciato la campagna #movethedate, per cercare di posticipare l’Overshoot Day: basterebbe spostare in avanti la data di 4,5 giorni ogni anno per metterci al pari con le risorse naturali entro il 2050.

