
C’era una volta, nel cuore del Mare Nostrum, un regno incantato chiamato Italiandia. Era un luogo bellissimo, pieno di colline verdi, città d’arte e un sole che baciava la terra quasi tutto l’anno. Ma c’era una cosa un po’ strana in questo regno: gli abitanti erano quasi tutti… nonni e nonne!
Mentre in altre terre lontane, come il regno di Nigerlandia, le strade erano piene di bambini che correvano e giocavano a nascondino, a Italiandia si vedevano più signore e signori con i capelli d’argento che giovani e piccolini.
Il saggio re del regno, che aveva una barba lunga e candida, un giorno chiamò a raccolta i suoi consiglieri per capire il perché di questa magia. “Come mai,” chiese, “il nostro regno ha così tanti volti sorridenti e rugosi, e così pochi che ridono a squarciagola?”
Uno dei consiglieri, il più anziano e sapiente, si schiarì la voce e iniziò a spiegare. “Maestà, la ragione è duplice. La prima è una benedizione: nel nostro regno si vive a lungo! Grazie alle pozioni magiche che curano ogni malanno e ai consigli per una vita sana, i nostri sudditi diventano centenari. La vita è un dono lungo e prezioso qui.”
Il re sorrise. “Questa è davvero una notizia meravigliosa!”
“Non è finita, maestà,” continuò il saggio. “L’altra ragione è un po’ più complessa. Le giovani coppie, che una volta avevano famiglie numerose, oggi preferiscono avere uno o due bambini, o a volte non ne hanno affatto. Fanno lunghi viaggi per studiare incantesimi e arti magiche, e quando tornano nel regno per iniziare una nuova vita, sono già passati molti anni.”
Un altro consigliere intervenne.
“E poi, maestà, le casse del regno non sono ricche come un tempo, e mantenere una famiglia numerosa è diventato più difficile. Avere un bambino, per molti, è una scelta importante e ponderata.”
Il re comprese la situazione. Italiandia era un regno saggio e sereno, dove la gente viveva a lungo e in salute, ma dove il futuro, rappresentato dai bambini, cresceva più lentamente.
E così, Italiandia continuò a essere il regno dei nonni.
Un luogo dove le storie si tramandavano di generazione in generazione e l’esperienza era più preziosa dell’oro.
I bambini che nascevano erano coccolati e viziati come piccoli principi, perché tutti sapevano che erano il tesoro più grande e più raro di tutto il regno.
