C’era una volta un riccio chiamato Riccardo, che viveva in un bosco dove gli altri ricci, ogni anno, entravano in letargo appena il freddo iniziava a farsi sentire.
Ma quest’anno, il clima aveva deciso di fare le bizze.
Le temperature erano strane, più calde del solito, e Riccardo non sentiva proprio il bisogno di dormire.
Anzi, la notte, invece di dormire sotto una montagna di foglie secche come gli altri, andava a giocare con i gatti del villaggio vicino.
I gatti erano un pò più grandi di lui, e Riccardo, pur essendo un riccio piuttosto intraprendente, non poteva fare a meno di ridere quando li vedeva correre dietro alle luci o inseguire le ombre.
Lui, invece, sapeva che doveva stare attento a non farsi pizzicare dalla coda o dalle zampe troppo curiose dei gatti, ma nonostante questo, si divertiva un sacco.
Ogni sera, quando il cielo si tingeva di blu scuro e la luna si alzava, Riccardo usciva dal suo piccolo nido e andava al villaggio.
I gatti, che lo avevano ormai accettato come compagno di giochi, lo aspettavano sulla strada polverosa.
“Ehi, Riccardo!” faceva uno dei gatti, il più grande di tutti, un gatto tigrato chiamato Micio.
“Pronto per una nuova avventura?“
“Ehi, Micio!” rispondeva Riccardo, “Sì, ma stavolta niente corse! Non vorrei che mi schiacciassi per sbaglio!“
“Non preoccuparti, piccolo spino!” rispondeva Micio, ridendo.
“Con te al mio fianco, questa notte sarà un successone!”
E così, tra rincorse e salti, tra un filo d’erba e una foglia caduta, i gatti e Riccardo giocavano fino a tarda notte.
Riccardo correva tra i cespugli, saltando in modo buffo e, ogni tanto, si fermava per un piccolo spuntino.
Ma il cibo scarseggiava e, nonostante le sue acrobazie, non riusciva mai a trovare un pasto abbondante.
Una notte, però, mentre giocava a rincorrersi con Micio e i suoi amici, sentì una strana sensazione.
Il vento si era alzato e, nonostante il caldo, un pò di freddo cominciava a far capolino.
“Ehi, Riccardo, senti il profumo del vento? Sta cambiando qualcosa!” disse Micio, annusando l’aria.
Riccardo si fermò un attimo e guardò il cielo.
“Forse è il momento di fermarci un attimo e riflettere. Non posso andare avanti così senza cibo. Devo trovare qualcosa!“
Micio si grattò la testa. “Ecco, ho un’idea! Perché non andiamo a cercare cibo tutti insieme? Ogni gatto del villaggio ha qualcosa da offrire. Tu corri tra i cespugli e noi ti aiutiamo a trovare i posti migliori. Faremo una squadra!“
Così, la strana compagnia si mise all’opera: i gatti scorrazzavano tra gli alberi e Riccardo frugava tra le foglie.
Alla fine, trovarono una scorta di bacche, radicchi e qualche insetto sfuggito alle loro grinfie.
Non molto, ma sufficiente per far sorridere Riccardo e i suoi amici.
E mentre i gatti continuavano a giocare, Riccardo si accovacciò accanto a loro, godendosi una piccola cena sotto le stelle.
Il clima impazziva, ma Riccardo si sentiva felice, perché nonostante tutto, c’erano ancora risate e giochi da fare.
E così, tra una risata e un piccolo morso di cibo, Riccardo imparò che anche quando il mondo cambia, la compagnia giusta può rendere qualsiasi situazione divertente.

