Il 25 novembre 1921 ci fu la cerimonia inaugurale e per acclamazione fu costituito l’Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il 9 settembre del 1922, per iniziativa di un Direttorio Provvisorio presieduto dall’onorevole Erminio Sipari, parlamentare locale e autorevole fondatore del Parco, un’area di 12.000 ettari ricadente nei comuni di Opi, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia de’ Marsi, Lecce dei Marsi, Pescasseroli e Villavallelonga, insieme a una zona marginale di 40.000 ettari di Protezione Esterna, divenne Parco Nazionale alla presenza di tutte le autorità, presso la Fontana di S. Rocco a Pescasseroli, dove resta una lapide corrosa dal tempo a ricordo del famoso evento, con la seguente iscrizione: “Il Parco nazionale d’Abruzzo sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura qui inaugurato il IX Sett. MCMXXII”.
Poco più tardi lo Stato italiano, con Decreto Legge dell’11 gennaio 1923, ne riconosceva ufficialmente l’istituzione.
Fin da epoche lontane, il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stato abitato e utilizzato da uomini e donne che hanno dato vita a tradizioni e mestieri percepibili nei vicoli e nelle botteghe artigiane ancora esistenti.
Il calendario del contadino era ricco di impegni: la vendemmia e la preparazione del terreno con la semina di alcuni prodotti e la raccolta delle olive in autunno, l’uccisione dei maiali e la lavorazione della carne in inverno, la semina primaverile del granturco, dei fagioli e delle patate, la mietitura e trebbiatura del grano e la raccolta della maggior parte dei prodotti in estate.
Gli animali più famosi di tutto l’Appennino, orsi, lupi, camosci, cervi, caprioli e aquile, simboli indiscussi di una natura selvaggia e incontaminata che il Parco custodisce e tutela. Incontrarli nei loro ambienti, a seguito di un appostamento o di un avvistamento fortuito, costituisce sempre una forte emozione che suscita ammirazione e meraviglia.
Una caratteristica importante del parco è il possedimento dell’orso marsicano, è una sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi e dunque rappresenta un endemismo esclusivo dell’Italia centrale. Grazie ai monitoraggi genetici si è potuta stimare una popolazione di circa 50 esemplari con un intervallo tra 45-69 nel territorio del Parco e zone limitrofe.
Esplorare per imparare!

