Carnevale vecchio e pazzo…
Perché ci mascheriamo, perché si mangia tanto, perché la data non è sempre la stessa.
Di feste che prevedevano il mascheramento in favore di un caos dove il contadino diventa signore e viceversa, ce ne erano tante già nell’antichità e presso diverse civiltà.
Ciò nonostante, il Carnevale è diventato, con l’avvento del Cristianesimo in Europa, una parte integrante del calendario che scandisce ricorrenze e celebrazioni legate al mondo religioso cattolico.
Oggi è una tappa obbligata, per l’anima e per la pancia, dal momento che il periodo di Carnevale si conclude con il Martedì Grasso che apre invece ai giorni della Quaresima, quando il digiuno dovrà servire a preparare il corpo, purificandolo, alla morte di Cristo.
Il Carnevale segna un momento di passaggio dall’inverno alla primavera, di fronte ad una Natura dalla quale dipende la sua stessa sussistenza e sopravvivenza, accompagnava da rituali. Con il Carnevale via libera al ribaltamento delle gerarchie, agli scherzi: tutto è ammesso e concesso per favorire l’arrivo della primavera e far dimenticare l’inverno che, finalmente, ci lasciamo alle spalle. Del resto, il caos del Carnevale è, come ogni caos che si rispetti, origine del nuovo ordine che, una volta rigenerato, è destinato a durare per tutto l’anno successivo.
Ma cosa c’entrano le maschere?
Le maschere servivano per allontanare il pericolo delle tenebre da cui si usciva…per questo l’aspetto spesso mostruoso e spaventoso delle maschere.
Dopo aver consentito al povero disgraziato di diventare principe per un giorno, l’ordine delle cose doveva essere nuovamente ripristinato: tale necessità era spesso espressa simbolicamente con un rito purificatorio che chiudeva le celebrazioni e che prevedeva un funerale per Carnevale, talvolta preceduto da processi, condanne e letture di testamenti e spesso accompagnato da un rogo nel quale veniva bruciato il consueto “fantoccio” che portava via con sé non soltanto la festa ma anche quel “vecchio” che andava eliminato del tutto per dare spazio alla rinascita. E…come si concludeva la poesia che tutti abbiamo imparato a scuola:
Così muore Carnevale e gli fanno il funerale, dalla polvere era nato ed in polvere è tornato
Ma da cosa dipende la data?
Dobbiamo sapere che il Carnevale è collegato alla Pasqua, una festa mobile che cade sempre di domenica, lungo un periodo che può essere compreso tra il 22 marzo ed il 25 di aprile.
Ma in che modo?
La data da tenere in considerazione è quella dell’equinozio di primavera, il 21 marzo; quindi, la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio sarà quella in cui cadrà la Pasqua. Per risalire al Carnevale, basterà allora contare a ritroso i 46 giorni che separano la domenica in cui si celebra la Resurrezione dal Mercoledì delle Ceneri, giorno che segue il Martedì Grasso dando inizio alla penitenza e ai digiuni purificatori.

