Secondo gli esperti l’ipocentro si trovava a circa 25 km di profondità nella provincia di Gaziantep.
Ma che cos’è un terremoto?
È un’onda d’urto improvvisa che può essere avvertita sulla superficie terrestre. I terremoti sono definiti come un disastro naturale e alcuni possono essere devastanti. Consiste in una serie di rapide oscillazioni del suolo dovute a un brusco rilascio dell’energia accumulatasi in una zona sotterranea compresa tra poche decine di metri e centinaia di chilometri di profondità, l’ipocentro. Il punto sulla superficie terrestre situato sulla verticale dell’ipocentro si chiama epicentro. Gli “scossoni” che si propagano in tutte le direzioni a partire dall’ipocentro sono dovuti alle deformazioni della roccia causate dalle onde sismiche.
Il terremoto che ha devastato alcune regioni della Turchia e della Siria.
Alcuni esperti ritengono che il terremoto di magnitudo 7.8 sia il più grande mai registrato in Turchia.
Sono molti i paesi stranieri che hanno offerto aiuto alla Turchia dalla Russia agli Stati Uniti fino a Israele. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite” e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Josep Borrell ha annunciato: “Ue pronta ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma”.
Perché in Turchia avvengono tanti terremoti
A scatenare il terremoto è stata una delle due grandi faglie presenti in Turchia, quella Est Anatolica, in questo punto convergono il blocco anatolico, quello africano e quello arabo.
I sismologi hanno da tempo riconosciuto che questa faglia è molto pericolosa, sebbene non ci sia stata alcuna attività significativa per più di 100 anni.
Come si verificano i terremoti?
Durante un terremoto può verificarsi una scossa principale, seguita da una serie di repliche di minore intensità o scosse di assestamento. Quando la serie di scosse è più o meno della stessa entità di parla di sciame sismico, come è avvenuto per gli ultimi terremoti nelle Marche, in Abruzzo e in Emilia.
I movimenti del suolo, ovvero il rilascio di energia meccanica, sono dovuti all’accumulo di stress sulle rocce tra una placca tettonica e l’altra. Il punto di rottura, dove la roccia sottoposta a pressioni è meno resistente, si chiama faglia. Nel tempo, l’energia che di norma farebbe scivolare l’uno contro l’altro i margini della faglia si accumula, finché lo stress è tale che va rilasciato. A quel punto, l’energia accumulata viene liberata tutta insieme e i terremoti possono risultare anche molto violenti.
La “forza” dei terremoti si misura in due modi diversi: calcolandone la magnitudo, ossia l’energia sprigionata nel punto di origine, l’ipocentro; oppure l’intensità, cioè valutando gli effetti che quel terremoto ha provocato sull’ambiente o sulle opere costruite dall’uomo come case, strade, ponti.
La magnitudo è una misura fisica precisa dell’energia del sisma, si misura con la Scala Richter, che va da 0 a 13 gradi, dove 1,5 equivale all’intensità dell’esplosione di una piccola carica da costruzioni edili, e 13 a quella dell’asteroide che cancellò i dinosauri.
L’intensità dei terremoti si misura con la Scala Mercalli, con valori da I a XII, espressi in numeri romani.

