In tempi lontanissimi. Il detto originale dice “non sono più i tempi che Berta filava”, e indica quindi un’epoca non solo molto remota ma anche finita.
Il detto si riferisce a un episodio storico da cui il troviero Adenet le Roi, vissuto attorno al 1275, trasse un romanzo la cui protagonista, moglie di Pipino il Breve e madre di Carlomagno e di Carlomanno, è detta “Berta dal gran piede” poiché aveva un piede più lungo dell’altro. Durante il viaggio intrapreso per raggiungere il futuro sposo, la principessa fu sostituita con la figlia della sua dama di compagnia, ma riuscì a fuggire e trovò asilo nella casa di un taglialegna presso il quale visse per anni mantenendosi con il lavoro di filatrice. In seguito, la sostituzione fu smascherata, permettendo a Berta di prendere posto sul trono che le spettava. Un’altra versione sostiene che la Berta in questione è invece Genoveffa di Brabante, la cui storia è più o meno simile a quella riferita da Adenet le Roi e ci è tramandata da Andrea da Barberino nei Reali di Francia. La tradizione favolistica, invece, narra che un tempo viveva una vedova di nome Berta, molto povera ma molto devota al suo re. Un giorno volle filare una lana sottilissima per donarla al sovrano, e questi, saputa la misera condizione della donna, la coprì di denaro e le garantì un comodo e sicuro avvenire. Quando si seppe di quel gesto generoso, tutti i sudditi si affrettarono a donare al re filati più o meno pregiati, ma il sovrano a tutti rispose: “Non sono più i tempi che Berta filava”.
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