In Italia, negli anni ’60, ci fu il boom del turismo balneare, quando nel mese di agosto, milioni di persone si mettevano in viaggio verso le località di mare. Adesso è naturale fare le vacanze estive al mare, ma non è stato sempre così.
Le vacanze al mare, come fenomeno culturale e sociale, sono nate nel ‘700 in Gran Bretagna, dove il sole non riscalda come da noi.
Oggi, e già da oltre mezzo secolo, al mare si va in costume, ma fino a prima della seconda guerra mondiale ci si andava ancora piuttosto “coperti”. Nel 1700 e nel 1800 in Gran Bretagna addirittura ci si andava vestiti di tutto punto.
C’è da dire che fino ad allora, a partire dall’antichità, il mare era stato considerato un elemento sinistro, così come la spiaggia, che incuteva timore e agitazione. Perché era lì, proprio sulla spiaggia, che le navi naufragavano, e perché era sinonimo di natura selvaggia e indomabile. Il mare, fin dalla Bibbia, era misterioso e distruttivo, un grande abisso. I vari poeti latini detestavano sia esso che la spiaggia, come ad esempio Orazio, Ovidio e Seneca. E per secoli il mare e la spiaggia, perfino nella letteratura e nella pittura, sono stati luoghi maledetti, colmi di morte e insidie, di pericoli e funesti presagi. Perché qualcosa cambiasse, si è dovuto attendere il 1600.
Nel 1600 che il mare viene raccontato nella poesia francese e, nel secolo successivo, i medici inglesi si convinsero che il bagno in mare, specie in acqua fredda, portasse notevoli benefici soprattutto alla psiche. Ed è da qui che si diffonde, nella classe aristocratica, la moda delle vacanze al mare.
Pochi decenni dopo la classe borghese inglese determina il grande successo delle località balneari, che iniziarono ad attrezzarsi un poco. Poi durante l’800, con i medici che consigliavano aria di mare per rinvigorire il corpo e curare le malattie polmonari, le località balneari si organizzano e si attrezzano sempre di più. La spiaggia diventa meta delle classi popolari.
A Viareggio, nel 1827, nasce il primo stabilimento balneare italiano. Ad esso seguirono quelli di Rimini (1843), Livorno (1846), Lido di Venezia (1857), quelli sulla costa ligure, a Napoli e Palermo. Il vero e definitivo boom del turismo balneare si ebbe negli anni 50 e 60, periodo in cui il mare diventa il luogo dei giochi e delle attività ludiche.

