Dal centro abitato di Sacco, un piccolo paese di 500 abitanti ricco di storia il cui nome significa “senza via di uscita “imbocchiamo una strettoia che ci porta sulla strada statale e scendiamo alle sorgenti del Sammaro, un sentiero in discesa. Il rumore dell’acqua che scorre si fa sempre più forte e all’ improvviso le sorgenti sono tutt’intorno: da più punti si vede l’acqua sgorgare limpida e fresca. Le rocce a strapiombo, la fitta vegetazione, la luce che fatica a penetrare, il sole che gioca con l’acqua, le ombre che si posano ovunque creano effetti speciali e ci regalano uno spettacolo naturale da mozzafiato.
Oltrepassiamo un ponte di legno e percorriamo un sentiero in salita. Attraversiamo campi coltivati troviamo tracce di capre e mucche, godiamo dell’odore delle ginestre e ci divertiamo a riconoscere i fiori le erbe e le piante che ornano il sentiero. Finalmente arriviamo a Roscigno, borgo antico, nome derivante da “roscidus” , rugiadoso per le sue infiltrazioni di acqua. Abbandonato per movimenti franosi. Qui visse per molti anni Dorina, una donna coraggiosa e colta. Le emozioni, i silenzi i ricordi accompagnano i lenti passi che concludono ‘escursione. Osserviamo lo spazio vuoto e desolato di una piazza, un tempo centro di aggregazioni, le case diroccate, le vie sterrate. Immaginiamo il luogo animato da gente che racconta, che lavora, da bambini che giocano, da ani- mali che la solcano di ritorno dal pascolo.

