Dimentichiamo per un attimo il caos e silenziosamente inoltriamoci nel sentiero della “Lontra”, cercando di scoprire questo simpatico, dolce e giocherellone
animaletto che vive nelle acque pulite del fiume Calore. Sensibile, astuta e guardinga, forse se ci acquattiamo sulle sponde del fiume al calar del sole riusciremo a vederla. Iniziamo il percorso dall’area di Remolino Felitto e la prima cosa che ci colpisce è il verde chiaro – Scuro della vegetazione che ci circonda e il fluire dell’acqua che scorre lentamente come a voler accompagnare i tuoi pensieri. Sembra raccontare a noi turisti come un tempo fu per corso dalle genti locali con il loro fardello o con l’asino per lo scambio delle merci con altre genti poste sui monti, che hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio: un ponte medievale a schiena d’asino. Notiamo immediatamente una grande varietà di felci: da uno studio promosso dal WWF ne sono specie diverse ma non dobbiamo meravigliarci visto che il nome Felitto deriva dal greco “fiix” (felce). Proseguiamo il percorso e osserviamo con attenzione le rocce di colore verde scuro, bianche come la calce, aguzze, lisce, a secondo se ricevono il sole o no, dove gli alberi hanno affondato le loro radici fino a sporgersi con le proprie chiome sull’acqua, come a voler bere o rispecchiarsi in esse così chiare e limpide. Arriviamo al ponte di Petratetta, ad ammirare la formazione delle Gole e le bellezze naturali delle Marmitte dei Giganti

